La Mamma in scatoletta

Le donne che stanno lì a lisciarsi i capelli così docili al pettine, ricci, soffici e lucenti, quelle donne profumate, rifatte, senza rughe né “ maniglie dell’amore”, provino ad affondare lo sguardo e la mente nella pubblicità fatta con loro, su di loro, per loro.

Mi riferisco in particolare alla associazione che in un messaggio pubblicitario è stata fatta tra la parola mamma e un prodotto in scatola.

La mamma che dà vita, cresce, nutre ,guida, accoglie , è sparita.

Dentro una scatoletta di carne conservata.

D’altra parte chi è più la madre?

Come nel famoso Il mondo nuovo (Brave New World) di Aldous Huxley, romanzo di fantascienza scritto nel 1932 e così vicino alla sua attuazione, della madre non ci sarà più bisogno, e a dirla tutta, nemmeno del padre. Il romanzo, molto profetico, descrive un mondo in cui la produzione in serie viene applicata anche alla riproduzione umana, resa completamente extrauterina.

Siamo sulla strada buona per diventare, come nel romanzo di Huxley, uomini e donne in serie, costruiti, artefatti, robotizzati nel corpo e nella mente.

Chissà se riuscirà a sopravvivere un individuo “ artigianale”, sfuggito alla programmazione seriale?

Per ora , solo nella pubblicità ( !) , la mamma è finita in una scatola di latta.

barattoli-di-latta 2

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