Cantico delle creature

Troppo facile scrivere ora sui dissesti idrogeologici,a danni avvenuti. Come in Sardegna qualche giorno fa.

Al di là della rabbia o dell’emozione, serve  una pacata riflessione.

Il mondo è stato occupato dall’uomo come fosse una terra da espugnare, da conquistare, da usare.

Il pianeta Terra non è ancora  visto e sentito come un “ essere vivente” degno di attenzione, di rispetto, ospite ospitante generoso per i viventi. Che da esso  ricavano tutto ciò che serve alla loro stessa vita.

La Terra non si sottrae a questo compito: di ospitare la vita. Solo chiede rispetto dei propri ritmi, cicli, tempi.

Vorrebbe avere il tempo di smaltire  le scorie che i viventi producono.

Invece la ingolfiamo di rifiuti di ogni tipo impedendo quei naturali processi che potrebbero neutralizzarli.

Vorrebbe, la Terra, fornirci le risorse energetiche che ci servono ma vorrebbe anche avere il tempo di riformarle, di riprodurle.

Noi, come sciami di cavallette, arriviamo, distruggiamo, ripartiamo alla ricerca di altro luogo da desertificare.

Basterebbe poco per conservare in buona salute  questa nostra “ casa “ viaggiante nell’Universo.

L’unica, per ora, che abbiamo. Non ci conviene distruggerla, pena la nostra stessa distruzione.

Basterebbe trattarla  come si fa con la persona amata: collaborare,  sentirsi alleati, conoscersi per sapere cosa si può chiedere e cosa donare, per rispettare tempi e necessità, l’uno dell’altro.

Basterebbe ricordare il cantico delle Creature di San Francesco e cominciare a guardare  il creato con occhi nuovi.

Sentiremmo il vento, l’aria, l’acqua come fratelli e sorelle e ci avvicineremo a loro con atteggiamento umile  per chiederne i servizi che ci sono necessari. Ringraziando poi dei doni ricevuti.

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.

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Fonte foto: http://explorer79.over-blog.it/

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