La materia oscura dell’Universo

La notte è lunga, anche per dormire. Trascorse poche ore mi sveglio e il silenzio è la voce più forte.

Anche gli scricchiolii della casa sono udibili, ne distinguo le voci, raccontano le ferite e gli anni di questa abitazione.

Forse narrano anche le vite sfilate tra queste stanze. Echi son raccolti dentro i muri, energie accumulate nei lunghi anni.

In fondo, se questo è il nostro unico universo, qui stanno tutti coloro che vivono, che han vissuto, che vivranno.

Questo è il mondo dell’eternità.

Noi percepiamo solo uno strato leggero, quello a noi accessibile, ma la sua densità è molto maggiore.

Un po’ come ipotizzano gli astrofisici quando studiano la quantità di materia contenuta nell’Universo.

Per spiegare la nascita, l’ evoluzione e la durata dell’Universo parlano di materia visibile e di materia oscura.

Che esiste ma non si vede.

Se ne può constatare la presenza però, non fosse altro perché certi fenomeni non si possono spiegare in sua assenza.

E allora perchè questa materia cosi detta “ oscura” non potrebbe essere l’insieme di quella parte spirituale di vite già vissute e ancor da vivere che popolano questo Universo?

Anche di esse taluni constatano la presenza, coloro che entrano in contatto con Entità invisibili all’occhio umano.

I nostri percorsi si intrecciano, viviamo in un mondo sovrapopolato non da miliardi di umani soltanto, da miriadi di miliardi di esseri, spirituali e dotati di materia.

Mi affascina sapere questo, anche il silenzio assume un volto nuovo.

Dopo anni trascorsi con il mio amore a fianco, vicinanza molto stretta, la mia mano destra disponibile per i suoi spostamenti, il mio lato destro suo sostegno sempre, la mia guancia destra che sfiora il lato sinistro del suo volto, la mia mano destra che tiene la sua sinistra, che accarezza, che sente il tepore, il collo girato a destra a guardare il suo volto, il mio orecchio destro teso a cogliere la sfumatura della sua voce, tutta la mia parte destra è ora orfana.

Mi sveglio e sento il vuoto sul lato destro, quasi freddo, assenza non definibile, vuoto indicibile.

Poi la mente resuscita e coglie la presenza della sua anima e impara a  udire in modo diverso.

Come una radio di cui ancora non comprendo il funzionamento, cerco di sintonizzarmi a  captare onde di frequenza nuova.

Qualche volta riesco in questa esplorazione.

Percepisco e quasi “ vedo” , con gli occhi della mente, la densità dell’Universo in cui mi muovo e cammino.

E il vuoto si fa  pienezza.

Dimmi cosa ne pensi, te ne sarei grata.

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