Brinte

Sugana aveva intravisto Brinte nelle sue scorribande e la seguiva con attenzione. In lei vedeva un po’ se stessa, qualche anno più addietro. Era gelosa della bellezza di quella giovane anguana. Aveva una incontenibile voglia di vivere. Correva, saltava, fuggiva , scoiattolo irraggiungibile.

Le sorelle la richiamavano: “ Attenta Brinte, non allontanarti, conosci i mille pericoli del bosco,…”.

E già, può sembrare strano ma anche un’ anguana, seppur dotata di poteri magici, corre seri pericoli se ha incontri ravvicinati con gli esseri umani, se parla con loro. Figurarsi poi se le capita di innamorarsi di un uomo.

Brinte sapeva bene tutto questo e obbediva alle Regole del suo popolo .Ma il suo carattere irruente non sopportava ostacoli. Per questo era sorvegliata dalle sorelle. Le volevano bene, temevano che nella sua inesperienza prima o poi incontrasse Sugana , l’ anguana che viveva al bando dalla comunità.

Era un esempio pericoloso per le giovani poiché era ka prova vivente che si può disobbedire alle Regole.

Lei si era innamorata di un uomo, Grigno, lo aveva baciato. Avrebbe potuto rientrare nella comunità e recuperare diritti e poteri perduti. Ma il perdono veniva concesso solo se confessava il suo errore nell’Arengo delle Anguane, se accettava di rinunciare a Grigno sottomettendosi al processo di purificazione.

Sugana non aveva fatto atto di sottomissione ed era stata cacciata dalla comunità mentre Grigno era divenuto un torrente. Andava a salutarlo ogni giorno tuffandosi nelle sue acque . Da allora viveva isolata ed era divenuta un essere a metà strada tra una donna e una strega.

Invidiosa di Brinte decise, con un pizzico di cattiveria, di fare la sua ultima magia proprio contro di lei.

Seguendola nel suo vagabondare, si era accorta che lungo la Calà spesso saliva un bel cacciatore, Oliero. Anche Brinte lo aveva adocchiato, con interesse. Sugana era certa che se i due si fossero incontrati si sarebbero innamorati. E per loro si sarebbe ripetuta la storia accaduta anni prima tra lei e Grigno . Brinte avrebbe così condiviso la sua stessa sorte di anguana cacciata dal gruppo.

Sugana si fece bella più che mai e su un masso , lungo la Calà ,si mise ad aspettare Oliero. Venne il giorno dell’incontro tanto atteso: al giovane cacciatore apparve una splendida donna . La salutò con calore e si scordò di quanto in paese da sempre si raccomandava :“ Mai fermarsi a parlare con le donne del bosco”.

Sugana, chiacchierando amabilmente con lui, venne a sapere che Oliero cercava una ragazza di cui si era invaghito. L’aveva vista più volte vagare tra i boschi e la sua voce lo aveva catturato.

“ Di certo è Brinte “ pensò Sugana.

Capì allora che il suo progetto si sarebbe concretizzato molto facilmente: bastava un incontro tra i due e tutto sarebbe accaduto secondo i suoi desideri.

Promise a Oliero un incontro con Brinte per la settimana successiva. Ovviamente si guardò bene dal dire che lei e la giovane erano due anguane. E Oliero non lo sospettò per niente.

Ora non restava che avvicinare Brinte e convincerla a seguirla alla Calà.

Brinte conosceva bene le Regole . Sapeva di non poter rivolgere la parola a Sugana, anzi aveva l’ obbligo di starle molto lontana. Per questo Sugana dovette ricorrere a un tranello.

Cominciò a cantare: era stata silenziosa per tanto tempo e ora dava il meglio di sé con quel canto dolce e passionale. Dovete sapere che la voce delle anguane è ammaliatrice e rende prigionieri quanti la ascoltano, Solo le anguane sono immuni dal suo incantesimo. Dopo la condanna però la voce di Sugana ammaliava anche loro fino a soggiogarle. Per questo le era stato proibito di parlare e di cantare. Per sempre.

Brinte raccolse gli echi di quella voce. Se ne invaghì e desiderò ardentemente conoscere da dove e da chi provenisse. Cominciò un canto di botta e risposta e il duetto ora echeggiava per tutta la valle.

L’intera comunità anguanesca cominciò a tremare. Era chiaro che Sugana era uscita dal suo isolamento e che la vittima del tranello sarebbe stata Brinte.

L’intera comunità si sparse per i boschi in suo aiuto. Troppo tardi: la malìa aveva avvolto Brinte che era divenuta sorda a ogni altro richiamo che non fosse la “Voce”.

Di rupe in rupe Sugana arrivò alla Calà, sempre cantando, e ad una svolta della strada si fermò . Era il giorno fissato con Oliero: i due giovani si sarebbero incontrati.

Il canto di Sugana continuava suadente più che mai. Brinte cercava di orientarsi nel bosco per cogliere di quel canto anche l’ultimo respiro. Arrivò alla Calà proprio mentre, aitante e sorridente, saliva Oliero. Il canto di Sugana cessò improvvisamente. I loro sguardi, appena si furono incrociati, videro solo due cuori palpitanti.

Tutto era silenzio: piante e animali avevano sospeso il respiro.La comunità anguanesca, arrivata fino alla Calà, ammutolita vide il loro primo bacio.

D’improvviso per tutto il bosco si levarono pianti, lamentazioni e un urlo di gioia cattiva, quello di Sugana.

Con la sua ultima magia, lei lo sapeva, si sarebbe trasformata in valle. Ma prima che ciò accadesse lanciò la sua maledizione contro i due giovani:

“ Sarete per sempre insieme e per sempre divisi. Tu Oliero diverrai fiume, vivrai nascosto in cavità e tu Brinte sarai il fiume che scorre verso la pianura. Le vostre braccia saranno le vostre acque, si uniranno, si mescoleranno, si separeranno. Così per sempre. Ma quando arriverai ai paesi degli uomini tu, non più libera, sarai confinata dentro canali sotterranei e non vedrai la luce. Solo una mano d’uomo potrà rompere l’ incantesimo. Accadrà quando un cuore d’uomo riuscirà a comprendere la grandezza del tuo amore per la valle e i suoi abitanti. Allora tornerai a scorrere alla luce del sole e dentro le tue acque porterai Oliero.”

Come l’eco dell’ultima parola si dissolse nell’aria, Sugana e i due giovani sparirono alla vista di tutto il popolo delle anguane. Un nuovo scroscio si sentì salire dal fondo valle: un nastro ribolliva argenteo, acque mai viste prima e dalle cavità del monte un fiume usciva gorgogliante e si mescolava all’altro. Lungo la sua corsa Brinte, secondo l’anatema di Sugana, venne intrappolata e divisa in canali sotterranei che attraversano anche oggi i campi e la città.

Il ricordo di questo magico amore è ancora vivo nella valle. Nella notte di S. Valentino la Calà del Sasso è illuminata da mille lampade e il bosco è percorso da risate, sospiri e voci mormoranti. A volte un’eco risuona, un canto che incanta e trascina. Qualcuno racconta che tra gli alberi ha visto sgusciare una donna di acqua e di bosco, un’Anguana.

Illustrazione a cura di
Francesca Dafne Vignaga – fb

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Questo racconto lo puoi trovare all’interno del Cantastorie 15 , progetto a cura di Città della Speranza

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