Silvana Dal Cero

Libertà vo cercando

 

Libertà, quella che scaturisce dalla capacità immaginativa.

Da bambini viviamo immersi in un mondo fantasioso dove il così detto “reale” dell’adulto è  impastato con l’immaginario.

Poi, crescendo si entra in un mondo sempre più costruito artificialmente.

Come passare da una vita vissuta scorrazzando per prati, in piena libertà, a un’altra trascorsa incanalata tra le stanze di un grande palazzo: bello, solido, ricco di stanze diverse ma pur sempre una gabbia.

Anche se non pare, perché in ognuna di queste sale vi si trova qualcosa di nuovo, e tanti altri uomini e donne ci vivono, e davvero sembra il miglior mondo possibile, forse l’unico.

Se non si entra in questo palazzo si rischia di trovarsi liberi sì ma irrimediabilmente lontani dalla così detta società civile.

Il mondo dei solitari, dei sognatori, degli illusi, di coloro che vivono al di fuori della realtà.

Quindi è necessario indossare l’abito che ci dà lo status di “ persone normali”, quello che ci farà da passe par tout, che ci garantirà il riconoscimento e l’accettazione da parte del resto del mondo.

E si trascorre gran parte della vita entro questo palazzo, dalle solide pareti, ricco di opportunità,appagati per lungo tempo o forse anche delusi ma non passa per l’anticamera del cervello che è stata tagliata fuori un’ altra parte di esistenza.

E di noi.

Ma ecco che col passare del tempo accade una cosa strana: più si avanza di stanza in stanza, più si sperimentano le fasi della vita, più ci addentra nella vita, più queste pareti si fanno trasparenti, sino a diventare di vetro e pian piano si delineano orizzonti nuovi, di campi , prati, mari lasciati là fuori, dimenticati.

Ad un certo punto quel mondo esterno diventa più vero del vero, il suo richiamo si fa irresistibile e con un pugno, un giorno, si rompe la fragile parete di vetro, si apre un varco e si torna a calpestare quel suolo che frequentavamo da bambini.

Gli anni della maturità hanno questo privilegio:consentono di abbandonare gli schemi  mentali costruiti negli anni e di recuperare la libertà immaginativa,  di vivere secondo i richiami della propria anima, di ignorare le rigidità della pura razionalità dove il calcolo predomina sulle necessità del cuore, dove l’interesse comanda menti e anime.

É la rivincita dello spirito , quello che pervade le anime dei bimbi, è il recupero di quel sé ignorato per tanto tempo, è la vittoria del sogno che tutto può.