Quale volto ha l’ autunno?

La prima neve fa bella mostra di sè sul Grappa e pure la spruzzatina sui Colli Alti.

Già si annuncia, anche se oggi, come ieri, ha ancora il colore del sole ed il cielo è precorso da un vento fresco e pungente che sa d’inverno e di marzo, annuncio di letargo e di risveglio. Meraviglia!

Vento è vita, germoglio, risveglio, novità, spalancamento di finestre interiori, cambio di orizzonti, finalmente spolverati dai vecchi veli e rivelati nella loro perfetta bellezza e nudità.

Pronti per essere vissuti.

Nei parchi cittadini aceri e alberi dei tulipani, olivi, forsitzie, ciliegi, gelso e altro ancora, colorano di rosso e giallo e verde, ruggine e arancione, sfumature screziate sulla stessa foglia.

Ogni pianta ha un personale modo di mutare d’abito, di colore, di entrare nelle stagioni.

Come noi, anche gli alberi hanno la propria personalità, tratti caratteristici.

Per questo ogni habitat ha il suo volto inconfondibile.

In montagna, ove abbondano larici, conifere, noccioli e betulle, castagni e faggi, l’autunno ha fisionomie ancora diverse.

E a Venezia? Avrà i colori del mare: quieto o in burrasca, di onde piccole e lente o di mareggiate, di natanti nitidi contro il cielo o sbiaditi nel caigo.

Ogni luogo ha le proprie meraviglie, è un dono saperci entrare, vederle, coglierle, gustarle e rispettarle, un dono concesso all’uomo, troppo spesso fredddo predatore.

Però un rammarico fa sospirare il cuore.

Pianure e vallate, un tempo, avevano altri colori, quando vigne e ciliegi non erano colture intensive e diffuse, quando vivevano i boschi e i prati, i campi di grano e granturco.

La terra, come la società umana, pian piano ha abbandonato la sartina che tagliava e cuciva il vestito su misura scegliendo di vestirsi nei grandi magazzini, tutti uguali, tutti secondo la moda del momento.

Sparita la personalizzazione, è avanzata la omogeneizzazione.

Il volto dell’autunno ora va cercato nei piccoli angoli sopravissuti alla moda, piccoli pezzi di terreno esclusi da amiziosi progetti produttivi, ove la Natura è libera di indossare ciò che vuole, di spruzzare i colori che le cantano dentro i tronchi e le foglie, senza obblighi, senza regole e divieti .

Lì abita il vero Autunno!

Dimmi cosa ne pensi, te ne sarei grata.

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