Che strano e limitante!

Che strano e limitante! Vivere fissi nella memoria di ciò che è stato, attribuendo agli eventi accaduti la responsabilità di ciò che siamo divenuti.

Accadimenti o persone del nostro passato divengono così la causa unica e prima degli eventi futuri e della nostra decrescita.

Già, perché i meriti sono sempre tutti e solo nostri, le colpe sono solo altrui.

Il peggio è che si finisce col vivere dentro a una cornice inamovibile, il quadro è sempre quello e lo guardi e lo riguardi, tanto è lì appeso sempre lo stesso e osservandolo con minuzia giorno dopo giorno rivela sempre più i segni negativi, che hanno condizionato l’ esistenza.

No, mi rifiuto di restare così fissata dentro a una bacheca, quasi fossi una farfalla fossile da studiare.

La vita progredisce, cambia, muta, come un fiume che non ha un solo letto ove scorrere, perché slavine, temporali e secche lo modificano.

A volte anche le mani dell’uomo lo ritoccano ma la forza dell’acqua può tornare a modellare il suo corso.  La vita non è cristallizzazione di eventi, è fluido scorrere e per questo suo eterno divenire non ha un solo volto, una sola storia.

Non si può dire in anticipo dove sfocerà il fiume della nostra esistenza perché in qualche modo siamo noi, acqua fluente, che ci orientiamo e cerchiamo sempre la riva ove giungere, combattendo con elementi naturali e umani, mai domi, mai finiti, mai obbligati a forza.

Anche le dighe più solide in cemento armato cedono se l’energia racchiusa dentro l’acqua supera la resistenza che possiedono.

Così noi possiamo correre a volte disorientati, a volte perdere il corso dritto e facile, a volte subire violenza e stare confinati dentro argini frenanti ma poi… l’ultimo gesto è quello della Vita, la sua forza emana e rompe schemi, cerca incessante la via, quale non è dato saperlo con certezza, tuttavia il moto continuo verso la meta immaginata, è il motore che non si spegne, non si rompe, non si arena.

Per questo so che non esistono quadri, nemmeno d’autore, che possano ingessare le nostre vite, esistenze, non ci sono condizionamenti così forti tali da bloccare gesti, pensieri, sentimenti e parole.

Da creare, anziché volti, maschere di creta immobili e grottesche.

 

lorenzo-lippi-allegoria-della-simulazione

 

 

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